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“Le parole desuete” – Podcast di Avvento 2023

Ascolta qui gli episodi del podcast, uno ogni lunedì di Avvento

Prima settimana, lunedì 13 novembre
Grido

Seconda settimana, lunedì 20 novembre
Escatologia

Terza settimana, lunedì 27 novembre
Gioia

Quarta settimana, lunedì 4 dicembre
Speranza

Quinta settimana, mercoledì 13 dicembre
Pace

Ci sono parole della lingua italiana che definiremmo desuete, come ad esempio:

alea [à-le-a] sost. Femm. : rischio, caso, sorte

eristico [e-rìs-ti-co] agg.: contenzioso, polemico, ingannevole.

misoneista [mi-so-ne-ì-sta] agg. e s.: di persona assolutamente contraria ad ogni innovazione,
cambiamento o novità

forbito [for-bì-to] agg: elegante, accurato; anche eccessivamente lezioso

pleonastico [ple-o-nà-sti-co], agg., superfluo, ridondante

Ci sono anche espressioni che a volte sentiamo e di cui però ci sfugge il vero significato…

Soluzione di continuità”: nell’italiano contemporaneo la locuzione ha come significato corrente quello di ‘interruzione della continuità’. L’uso più frequente è quello negativo, cristallizzato ormai nella formula “senza soluzione di continuità” che significa, di conseguenza, “senza interruzione della continuità” (temporale, spaziale, ecc.), quindi ‘continuativamente’.

Andare di conserva”: La locuzione proviene dal gergo marinaro catalano anar en conserva (navigare di conserva, dal latino conservus, compagno). Si potrebbe dire navigare in compagnia e si riferiva, propriamente, alla navigazione fatta da un convoglio di navi al fine di evitare gli inconvenienti cui, eventualmente, sarebbe potuta andare incontro una sola unità in una navigazione solitaria.

Non solo nella lingua italiana esistono vocaboli o locuzioni ormai desuete, ma anche nel linguaggio della fede si rischia ormai di usare alcune espressioni, dandone per assodato e condiviso il loro significato, ma, in realtà, travisando o addirittura ribaltando il loro senso autentico.

Proprio per questo, durante questo tempo di Avvento, vorremmo recuperare alcune parole desuete -alcune proprio nell’uso, altre nel significato- per ridare a loro il giusto peso.

GRIDO, ESCATOLOGIA, GIOIA, SPERANZA, PACE, INCARNAZIONE: sono queste le parole di cui vorremo riscoprirne la profondità!

Non sono tutte parole difficili, non sono certo neppure parole snob, sono semplicemente parole che nella loro “vita” hanno incontrato Gesù che nasce e questo incontro ha cambiato radicalmente non tanto il loro modo di essere pronunciate, quanto piuttosto il contesto e il significato che ormai ci raccontano.

Buon Avvento pieno di parole desuete, ma certamente non pleonastiche, ma forbite al punto giusto, procedendo di conserva come Comunità.

Don Stefano

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Tags: Avvento 2023

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